17 dicembre 2014

Se siamo arrivati a questo , questo è il punto di non ritorno!



Napolitano: «Riforme ineludibili. I sindacati rispettino le prerogative del Governo»

Se solo mi avessero detto qualche decina di anni fa che un presidente della Repubblica sarebbe intervenuto cosi a gamba tesa nella diatriba fra Governo e parti sociali mi sarei messo a ridere per la fantasiosa ipotesi. Anche dopo il settennato di Cossiga pensavo che gli italiani avessero i giusti anticorpi per non sopportare uno strappo simile. Troppo ancora vicino l'esperienza della Resistenza, di quei valori. In molte famiglie ci sono ancora i ricordi dei parenti e amici partigiani, morti e costituenti di uno Stato e di una Repubblica fondato sul lavoro e sulla contrapposizione dei poteri. 

Ora senza entrare nel merito e nei contenuti delle riforme, del tasso di democrazia e di partecipazione del “popolo sovrano” che esse contengono, né entrare nella valutazione a quale spostamento dei rapporti di forza e di potere queste riforme comporteranno. E non voglio nemmeno discernere su quante volte in questi vent’anni i nostri politici e le forze che sottendono hanno cambiato teorie e strategia del cambiamento. Tutte fatte all’insegna della fretta , del non c’è tempo e molte all’insegna che qualcuno ce lo chiedeva Siam passati dal federalismo più sfrenato e alla distruzione della centralità dello Stato fino ad arrivare a non avere più una politica nazionale in termini di Turismo, di Sanità, a dare in mano ai Sindaci la libertà più totale, senza vincoli all’interno dei Consigli Comunali.
Per poi cambiare e svoltare a 360 gradi ed arrivare oggi al centralismo più esacerbato. E non solo in termini partecipativi dei cittadini alla vita democratica ( via le elezioni alle Province, via quelle al Senato, accorpamento dei comuni in citta metropolitane, via all’autonomia delle Regioni ) , ma anche in termini di potere centrale e dei partiti sempre in numero ridotti e sempre con più potere ai leader all’interno di essi, dove è rientrato dalla finestra quello che sembrava essere uscito dalla porta come il centralismo democratico. Tutti i poteri amministrativi decentrati sono affidati a uomini nominati dal potere centrale e la sola Camera sarà eletta per nomine (anche se la parvenza è di tipo elettivo) dando potere al leader che raggiunge il 40% dei votanti il potere assoluto tanto da eleggere Presidente della Repubblica e legiferare senza che vi possa esserci nemmeno la facoltà di poter discutere in Parlamento delle leggi imposte ( più che proposte) . E lo ritengo pericoloso anche e quantunque quel leader dovesse essere quello della parte politica a me più vicina ( ne dubito visto che se lo fosse, di per se non sarebbe vicino a me politicamente)

Ma quanto è legittimo per un Presidente della Repubblica, custode della Costituzione, entrare nel merito di tutto questo è spalleggiare il Governo , quindi una parte del Parlamento e il solo potere esecutivo? E entrare nel merito , nei contenuti , criticare e condannare chi democraticamente si oppone con gli strumenti che la democrazia gli offre, e non già fare in modo che tutte le forze democraticamente espresse dentro e fuori al Parlamento abbiano gli strumenti e gli spazi per poter partecipare alla vita democratica, come è il suo Dovere e il suo Compito.  In piccolo un esempio di questa deriva si era avuto allorquando la Boldrini, altra donna delle istituzioni presidente alla Camera vietò il libero dibattito applicando una norma illegale e illegittima adducendo come giustificazione, “ l’esigenza della maggioranza a legiferare” dimenticando(?) che il suo compito non era questo, ma esattamente il contrario. Cioè consentire l’applicazione delle norme ( quelle vere e legali) e garantire che vi fosse pari opportunità fra maggioranza e opposizione.

Non sono un costituzionalista, ma io vedo dal punto di vista logico formale un vero attentato alla costituzione e motivo di richiesta di condanna per alto tradimento.


Na siccome non credo nella ancora legalità di queste nostre istituzioni: o gli italiani e i lavoratori che sono la parte della società che più di ogni altro subiranno e saranno penalizzati di questa riforme hanno uno scatto d’orgoglio e di sollevazione riprovevole oppure i prossimi decenni saranno decenni bui , peggiori di quelli passati sotto il fascismo.