10 gennaio 2015

la renziana rivouzione modernista


La grande rivoluzione delle tre “I” , tra cui vi era l’informatica. O meglio l’informatizzazione dell’Italia. Vi ricordate? Son passati circa 4 anni da quel lontano 2010 in cui il ministro Brunetta esordi con la frase “E’ la più grande rivoluzione culturale mai prodotta in questo Paese” riferendosi all’istituzione della Cec Pec ossia la posta certificata del cittadino, strumento di comunicazione informatica fra le istituzioni e il cittadino. Non più burocrazia, ne raccomandate andate perdute, ma trasmissioni di dati ed informazioni attraverso l’e-mail certificata.

Bene dopo quattro anni hanno deciso di chiudere il tutto, e mandare in soffitta  il tutto, con un risparmio di ben 19 miliardi di euro spesi ogni anno ( tale è il costo stimato che si risparmierà mandando in soffitta questa rivoluzione digitale)
Come mai il flop?


Intanto presso le amministrazioni statali non vi era personale ne attrezzature che potessero utilizzare e rispondere al cittadino. Tutte le amministrazioni dai comuni agli uffici dei vigili urbani, per legge sono stati costretti a chiederla, ma nessuno le ha mai utilizzate. E se chiedi , quando hai la fortuna che ti rispondono al telefono ti rispondono :” PEC? E che è? Niente saccio, niente vidi e se sappi e vidi non è di mia competenza!  Allora che tenere a fare questo simulacro che non funziona? Invece di adoperarsi per farlo funzionare , decidiamo bene di smantellare il tutto. Saggio decisione non è vero?

A questo si aggiunge anche un altro motivo. Ricordate il Digital Divide?
Beh questa volta risaliamo al primo governi Prodi. 800 milioni di euro furono stanziati per la banda larga, per consentire cioè a tutti i cittadini di poter utilizzare una autostrada su cui far viaggiare i bit informatici. Obbiettivo di legislatura fu definito dall’allora ministro Paolo Gentiloni, ( si l’attuale ministro degli Esteri,) Da allora i vari Scajola, Romani si sono scambiati il testimone della balla e i milioni stanziati aumentavano o diminuivano a seconda della stagione. ( con il ministro Romani si arrivo a 100 milioni) E ogni volta il balletto si perpetuava e con esso i vari progetti, fino all’ultimo quando in coppia la Gelmini e Brunetta dichiararono che entro sei mesi tutte le scuole italiane, ma dico proprio tutte, avrebbero avuto il WI FI installato negli edifici. Una grande pernacchia risuonò all’unisono da parte di coloro che appena appena avevano conoscenza tecniche dello spot annunciato

Naturalmente non se ne è fatto nulla e le scuole non solo non hanno il Wi Fi , ma neanche i bagni, le finestre e nemmeno la carta igienica che ogni alunno se la deve portare da casa!  

Ad oggi vi sono interi quartieri anche di grandi città e interi paesi ( naturalmente specialmente nel Sud) che sono o privi di collegamento in rete o con velocità da modem fonici, e la rete ottica che gli operatori privati stanno stendendo con grande fatica e solo in alcune grandi città è finalizzata, naturalmente, al ritorno dei costi che si aspettano.

Di fronte a questo scenario infrastrutturale i risultati sono che ben 22 milioni di italiani non hanno mai utilizzato un computer, ne mai si sono collegati ad Internet. Siamo il paese in fondo alla classifica in Europa insieme alla Bulgaria e alla Grecia.
Questo il quadro, il contesto. Lo scenario che abbiamo di fronte e con cui dobbiamo fare i conti.
E in questo scenario ecco che compare un’altra rivoluzione informatica. La dichiarazione dei redditi precompilata, ma solo per lavoratori dipendenti e pensionati, ( anche per gli altri, ma per il momento questi, poi si vedrà) precompilata e inviata elettronicamente, collegandosi al sito del ministero delle Finanze, compilarla per i dati errati o mancanti e rispedirla al sito del Ministero, sempre per via WEB. Si partirà con la precompilazione dei dati noti ma ben presto, dice la responsabile fedelissima ( e come se no!)  Rossella Orlandi , quando collegheremo tutti le banche dati di informazioni sensibili del contribuente ( farmacie per le spese mediche, banche, assicurazioni, etc etc. ) , al contribuente non resterà altro che confermare, o apporre solo le piccole informazioni errate.
Ma quando mai, visto lo scenario appena dipinto?

Ora io capisco che il pescivendolo debba dire che il pesce è fresco di giornata, ma almeno è probabile che il pesce il mare un qualche giorno che fu, lo abbia visto. Qui invece stiamo addirittura  alla bestemmia dichiarata come una lode a dio!

Come finirà?
Finirà che poiché i dati relativi alle detrazioni, come mutui, spese mediche, spese assicurative etc etc non arriveranno mai per via telematica , vista la situazione della rete informatica nel nostro paese, queste saranno dedotte per ufficio e calcolate a forfait. Per difetto naturalmente.
Al cittadino lavoratore o pensionato, se ha le conoscenze e le attrezzature informatiche o attraverso padronati ( e quindi lunghe code) o i commercialisti ( e quindi pagando la parcella) decidere
11)       mi accontento del poco e mi evito i fastidi e i costi
22)       voglio “il giusto” pagando però con  di lunghe code, o  parcelle dei commercialisti e la lungaggine di invio del modello, attendere la risposta ed eventualmente le contestazioni ed avere quel “giusto” dopo lungaggini e perdite di tempo?


Qualche vecchi saggio diceva accontentati del brodo che la carne costa cara ed è su questo vecchio saggio che confida il governo e la supposta rivoluzione informatica