5 marzo 2015

Eja eja #cambiaverso!


Solo alcuni mesi fa, con un battage pubblicitario su tutte le reti , tuitt a profusione aveva annunciato un altro: l'Italia ‪#‎cambiaverso‬

I precari della scuola sarebbero stati tutti assunti. Aveva dato anche una tempistica: 150mila precari stabilizzati a settembre, assunzioni solo per concorso dal 2016, l’ingresso nella scuola di 40mila «giovani qualificati» entro il 2019. E ancora, a partire da gennaio di quest’anno tutti i provvedimenti normativi per realizzare questo ambizioso cronoprogramma.


Peccato che si sia dovuto rimangiare la parte operativa del piano.La stessa ministra si era dichiarata "basita" di fronte a questo ennesimo dietrofront, ma naturalmente non ne ha tratto le dovute conseguenze. Questa figuraccia val bene il posto in prima fila 

Motivo non dichiarato? " Se manca l'acqua le papere non galleggiano"! Ma la cosa ridicola se non fosse drammatica per le persone direttamente coinvolte, è che ora la colpa sarà scaricata sul Parlamento.
Ha lasciato prima passare del tempo, tanto con il decreto i provvedimenti avrebbero avuto tempi brevissimi e in tempo per coprire i posti vacanti, le cattedre, con personale di ruolo e non con supplenti annuali" Ora però dichiara che " visto che mi accusate di non portare il dibattito in parlamento ora vediamo cosa sapete fare. Invece del decreto presento un ddl e vediamo se riuscite a farlo approvare nei tempi giusti. Se non ci riuscite la colpa sarà Vostra! E cosi i precari sapranno con chi prendersela.

Due considerazioni. Da queste parole e atteggiamenti si vede come gli strumenti legislativi in mano al governo siano diventati armi tattiche di guerra guerreggiata. Si usano i decreti , i ddl,  
le modifiche costituzionali, non in funzione della materia trattata e della sua piu o meno importanza, urgenza, problematicità. Niente di tutto questo, ma solo strumenti per finalità e scopi di potere e di lotta personale e politica. Il Parlamento ridotto , altro che a una "aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli 

Un altro esempio abbiamo avuto nella italica storia, di tanto dispregio e acredine contro il dibattito parlamentare e contro il Parlamento. Non che i suoi componenti non meritano tale apprezzamento, ma il Parlamento come istituzione e come simbolo. Ma anche per l'intelligenza dei suoi cittadini.
Ma l'accostamento sarebbe offensivo, sul piano democratico, verso il suo precedessore!