19 marzo 2015

responsabile deriva da risponderne ?


Quello che ancora manca, nel senso comune è la cultura della responsabilità politica.

L’opposizione parlamentare si è scagliata contro il ministro Lupi per la supposta implicazione del ministro e di suo figlio insieme alla moglie, insomma di tutta la sacra famiglia , nello scambio di regalie e appalti, assunzioni facili e favoritismi. Insomma stando alla luce dei fatti finora conosciuti “niente di nuovo sotto il cielo della nostra politica” . E non da adesso, ma da sempre.
E’ un film visto migliaia di volte e finita la “tre giorni” di passione, dibattiti, inchieste giornalistiche, interviste, dibattiti, infuocati nei finti teatrini dei talk show, passata la buriana, tutti dimenticheranno e le cose continueranno ad andare come sempre lo è stato e nessuno pagherà ( per cosa poi stando cosi le accuse?)


E come per l’assoluzione di Berlusconi, si cerca di mischiare moralismo, etica, “benpensantismo” con la politica. E’ vero che la cultura politica nel nostro paese si è andata a farsi benedire e con questo termine si intende tutto e il contrario. Cosi come con il termine di responsabilità. Se poi coniughiamo i due termini i più vanno nel panico.

 Ma la questione centrale o che dovrebbe diventare centrale per poter dare dignità alle istituzioni e a chi fa parte delle istituzioni è mettere al centro, e far diventare centrale la questione della “responsabilità politica”

Avere responsabilità nel campo lavorativo, ma soprattutto politico, vuol dire avere la responsabilità del suo ufficio e dei suoi collaboratori e del loro operato. Cioè risponderne di fronte alla collettività nel caso del politico. Se l’ufficio non funziona la responsabilità è prima di tutto del suo responsabile oggettivamente e poi del colpevole materiale della disfunzione. 

Nel caso specifico, ma è solo un esempio, se il direttore centrale o un suo collaboratore è colpito da sospetti o da inchieste giudiziarie per un sistema di appalti truccati, di malaffare in essere, la responsabilità , non penale, ma politica è del ministro in carica. Le sue colpe sono  colpe oggettive , indipendentemente se direttamente coinvolto nelle vicende. Se lo fosse, si spera, pagherà penalmente anche per queste, ma prima di tutto è responsabile politico. Prassi vorrebbe e soprattutto etica vorrebbe che i suoi collaboratori fossero sospesi dall'incarico e che il ministro si dimettesse.

Invece in Italia, colpa anche dell’inciviltà , dalla barbaria politica in cui imperversiamo, si additano i politici delle supposte ruberie mischiando responsabilità penali con quelle politiche facendo un gran polverone e cosi facendo agevolando e facilitando il, cosi diventato semplice, compito di discolparsi e di uscirsene col semplice sillogismo. “ si è colpevoli fino a prova contraria, per cui rimango al mio posto” Non è il sospetto della sua onestà o supposta colpevolezza penale a dover essere causa della richiesta di dimissioni ( che già questo è una illogicità perché queste dovrebbero essere implicite, automatiche) , ma il semplice fatto che politicamente non è stato in grado di gestire correttamente il suo dicastero e i suoi collaboratori. 
Chi ha scelto i suoi dirigenti o consulenti che siano?. E se li ha ereditati perché li ha riconfermati?
E nell'esempio di cui si parla già nel 2014 Lupi era a conoscenza dei carichi penali pendenti sul suo direttore e nonostante ciò lo ha riconfermato e anche la giustificazione della Lorenzin che si lamentava del fatto che i ministri sono impotenti di fronte alla rimozione dei direttori generali e dell’alta burocrazia , ( smentita tra l’altro da altri esempi precedenti) ma siete o non siete governo? . Avete fatto il taglio delle pensioni in una settimana avete creato gli esodati, nuova categoria sociale con una legge, e non siete capaci di licenziare o rimuovere un alto papavero? E se fosse vero, è questa una giustificazione o una ammissione di colpa e di incapacità? E se fosse vero non sarebbe il caso , per onestà intellettuale, di denunciare il fatto pubblicamente e rinunciare all'incarico per impossibilità a svolgerlo correttamente ?

Ma adesso sorbiamoci questa ulteriore tre giorni di passione di “baillame” mediatico, di questa ennesima “ammuina” tanto tra poco è Pasqua e mangiamoci la colomba