28 maggio 2015

Ha da passà a nuttata!


Rischio di ripresa senza occupazione In Italia, dice Visco, "esiste il rischio, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, che la ripresa non sia in grado di generare occupazione nella stessa misura in cui è accaduto in passato all'uscita da fasi congiunturali sfavorevoli". - 

Ma questo o ci sta a piglià per culo o non ha capito un cazzo di dove siamo. O entrambe le cose?

Che l'eventuale ripresa sia senza occupazione ormai è un dato accertato persino dal FMI e dall'OCSE . Essa se avverrà avverrà senza che i consumi interni aumentino perché questo vorrebbe dire aumenti dei salari e quindi diminuzione della competitività sui mercati dell'export. 
E l'export per l'assetto industriale italiano e per la distruzione che sta avvenendo nel comparto industriale italiano falcidiata dalla crisi, non potrà che rappresentare briciole e sopratutto a vantaggio di quelle industrie medie e medio grandi  ormai nelle mani di cinesi( apparato produttivo) o francesi( settore della grande distribuzione) o comunque straniere.( anche quelle che erano dello Stato come Finmeccanica) 
In ogni caso la crisi attuale del sistema capitalistico, la più grave persino più di quella del '29 chiamata non a caso la madre di tutte le crisi, ormai è acclarato non può più definirsi congiunturale. Non è paragonabile a nessuna crisi congiunturale. E' una crisi sistemica. Non è crisi di sovra produzione ne crisi di qualche settore merceologico di mercato saturo. E' crisi di tasso di profitto o di accumulazione e quindi occorre che il ciclo di produzione ri-produzione riprende a girare. Occorre cioè distruggere gli equilibri della divisione internazionale del lavoro, il rapporto di forze fra lavoro e capitale  ricostruire su basi nuove dove la finanzia non può più avere il ruolo che aveva nel capitalismo novecentesco. di comprimaria, ma di prima attrice. E tutto questo senza che mai sarà uguale a prima.  I rapporti di forza lavoro capitale  dal novecento è passato e passera ancor più  direttamente indietro alla fine del settecento primi nel novecento.Dal lavoro sociale, lavoro collettivo è passato al lavoro frammentato, individuale, frazionato, liquido.
Come si può continuare a credere a questo ceto dirigente politico che pensa che è solo un momento passeggero e che a da passà a nuttata. Ma questa nottata sarà lunga e l'alba che verrà  non sarà la stessa