22 maggio 2015

Perché non facciamo una proposta?


Quando si parla di piccola riduzione per gli altri si parla del 20-30% ( tale è il taglio per chi volesse andare in pensione a 61-62 anni) .
Ora tutto questo Renzi lo vende in cambio della stabilità.
Se si potesse spiegare, ma tanto Renzi e i suoi "collaboratori", Boeri in primis non lo capirebbe, pur fregiandosi quest'ultimo del titolo di economista, che il sistema previdenziale è basato sul lavoro attuale. Solo producendo ricchezza si ottiene stabilità e progresso.

Il sistema previdenziale non è come una assicurazione sulla vita. Per cui tu paghi dei premi ( cosi lo chiamano le rate che versi) e dopo 30- 40 anni di versamenti ottieni una rendita in funzione dei versamenti effettuati.
Il sistema previdenziale sociale è un'altra cosa.
Nasce dalle società di muto soccorso ed è basato sulla cooperazione e sulla solidarietà fra coloro che versano i contributi. Si chiamano appunto contributi e non premi assicurativi.
Ognuno contribuisce con il proprio apporto ( oggi il 33% della retribuzione, per i lavoratori dipendenti) per consentire a chi non è più in attività lavorativa, di continuare ad avere una vita dignitosa, cosi come l’aveva avuta lui, quando, in attività, ha anche egli contribuito. La previdenza sociale è un sistema ciclico, una ruota oliata dal lavoro e dal salario  in cui chi è in grado provvede verso chi non lo è più, perché a sua volta anche questi ultimi hanno contribuito in gioventù. Per questo si chiama sociale, ed è basato sulla solidarietà, sulla comunanza e fuori da ogni logica privatistica di profittabilità e di remunerazione egoistica.

I contributi che quindi vengono versati, salario differito si chiama in senso strettamente economico, va a far parte di quella cassa comune dalla quale attingere per la solidarietà sociale.
E’ questa differenza che rende la previdenza sociale diversa concettualmente con il sistema assicurativo basato non sulla solidarietà tra lavoratori, ma su base egoistica. Tanto verso e tanto mi spetta.
Mischiare le due cose e facendo un minestrone a scapito della previdenza è una mistificazione e oltre che un misfatto. E’ il fondamento della socialità che viene a cadere, il mutuo soccorso che viene meno.
La previdenza sociale se ha come fondamento la corrispondenza fra quanto versato e quanto percepirò dopo la scadenza, per cui niente devo a nessuno oltre che a me stesso e quindi se si mette dal punto di vista del dare ed avere sullo stesso piano concettuale l’assicurazione con la previdenza sociale,
·       perché mai vi deve essere l’obbligatorietà dei versamenti contributivi? Come per il sistema assicurativo se vorrò, verserò altrimenti sono affari miei! 
·       E perché mai la percentuale dei miei contributi deve essere fissata per legge? Cosa che non è per l’assicurazione
·       E perché mai deve essere vietata la libertà di riscuotere quanto da me versato al tempo da me deciso liberamente?

La risposta è semplice.
E’ sotto gli occhi di tutti. Ma come per il re che girava nudo, ma che tutti volevano vedere vestito regalmente , anche qui vi è mistificazione
La cassa dell’INPS , ancora oggi, nonostante la crisi occupazionale è in attivo. Ed è un tesoretto che fin dagli anni ‘80 fa gola , a tutti , come ha fatto gola da anni il TFR , altro salario differito.  Si vuole prelevare da questo salario , soldi risparmiati forzatamente dai lavoratori, per pagare da un lato gli interessi alle banche tenutari dei titoli di Stato, e dall’altro incentivare il ricorrere al sistema assicurativo privatistico, ma sempre mantenendo in piede l’ormai diventato carrozzone dell’INPS, forma  criminogena di furto legalizzato, vero scippo dalle tasche dei lavoratori. Con quella cassa hanno fatto e fanno di tutto e di più.  Dal pagare l’assistenza sociale che dovrebbe essere concettualmente a carico della fiscalità , al pagare vitalizi a politici e compagni, a pagare privilegi a forze dello Stato ( militari, ufficiali superiori delle forze armate, alti burocrati ). Insomma servi e servitori in cambio della loro fedeltà.

Molto semplicemente visto che a detta dello stesso ceto dirigente politico ,l’INPS è in perdita, ed è uno spreco di risorse per le casse dello Stato, si potrebbe proporre l’eliminazione della previdenza sociale. Perché tenerla in piedi se è per tutti un sacrificio cosi come ci viene propagandato in ogni salsa?

La chiusura dell’INPS.
Ogni lavoratore o/e non, che vuole assicurarsi la propria esistenza anche dopo la sua attività lavorativa si faccia la sua assicurazione privata versando quanto vuole e andando in pensione quando vuole. Senza oneri aggiuntivo per le casse dello Stato. Con un “risparmio” quindi per il bilancio dello Stato!
Si parla tanto di privatizzazioni?
E quale miglior privatizzazione. E vi assicuro a conti fatti, per i lavoratori sarebbe un vantaggio e un miglioramento anche dal unto puramente  economico.

Ma non credo, come ho preannunciato, sia accettabile questo tipo di privatizzazione per il ceto dirigente politico.
Perché non è questo il problema.