21 maggio 2015

Delle due l'una. Braccio di ferro FMI o popolo greco?


La Grecia è davvero sull'orlo del default e a confermarlo sono i deputati di Syriza annunciando che il Governo, senza nuovi aiuti, non rimborserà i 300 milioni di euro che deve al Fmi il 5 giugno. Ma pagherà invece stipendi e pensioni, perché i cittadini contano più dei creditori internazionali.

Il ragionamento non fa una grinza sul piano della logica e del buon senso.
Logica e buon senso che induce Tsipras invece che aumentare l'IVA a mettere un’imposta dello 0,1 - 0,2% sulle transazioni bancarie (ad eccezione dei prelievi al bancomat e dei pagamenti con carta). 
In Grecia da Marzo 2015 l'IVA è al 23%.  In Italia è al 22% tra le più alte certamente nella UE e sicuramente nel mondo. 
In Italia c'è la mannaia del suo aumento al 25,5% già prevista nella legge di stabilità 2015  e che viene ogni volta minacciata la sua entrata in vigore sostituita ogni volta con tagli "alternativi" alla Sanità, ai servizi sociali, a pensioni e a salari di pubblici dipendenti. Aliquota questa che farebbe schizzare l'Italia al primo posto nel mondo con la più alta percentuale di tassa sui consumi!!! ( a parte l'Ungheria che la ha  al 27% operato dal governo di matrice fascista di Viktor Mihály Orbán. Che è tutto un dire) 

Le due alternative aumento dell'IVA o imposta delle transazioni bancarie portano a due conseguenze facilmente intuibili. 
O diminuzioni dei consumi , con impoverimento delle classi meno abbienti e con conseguenti crisi nel settore dell'industria che opera nel mercato interno e del piccolo commercio al dettaglio. O far pagare qualcosina in più sopratutto agli speculatori finanziari, a chi effettua transazioni bancarie Insomma tocca quei settori legati alla finanza e al mondo bancario
E' evidente la scelta di classe che si effettua se si opta per l'una o per l'altra opzione. In Italia si sempre seguita la prima scelta.

Ma al di là degli aspetti politici vi è un aspetto di natura di logica e di buon senso che sottostà alle scelte.
Se si è in crisi e occorre fare sacrifici, ( questo è il mantra ricorrente che vi viene riproposto in ogni salsa) questi li devono fare tutti, ma sopratutto come viene recitato da ogni legislazione e diritto civile in caso di fallimento si pagano prima stipendi e salari e poi i creditori. Vero?
Ora come mai questa semplice pratica giuridica dalla UE e dall'FMI non è accettata?

Non è forse legittimo e anche un obbligo fare come sta facendo Syriza e il popolo Greco?

E qui non siamo in presenza di una politica rivoluzionaria giacobina ne tanto meno bolscevica. Non si sta ribaltando la classe al potere. Siamo all'interno di una logica tutta socialdemocratica, di compatibilità all'interno di un sistema capitalista. Siamo all'interno di una logica che se non si persegue allora questo braccio di ferro porterà sicuramente ad una rottura drammatica con conseguenze senza ritorno. Per tutti