9 giugno 2015

Non è più solo corruzione



Mafia Capitale non è un nuovo misfatto scoperto E non è nemmeno un ennesimo, un po più grande del solito, connubio fra politica e malaffare. Siamo al di là di un semplice fatto di corruzione.

E non è il solo, naturalmente.
Qualcuno ha paragonato questa ondata di misfatti come una nuova Mani Pulite.
Non sono d'accordo. Qui è in atto la destrutturazione dello Stato. La degenerazione non è solo morale o etica , ma è politica e sociale.
Non è cambiando i "corrotti" o i "collusi" , non è solo una questione di repressione e di codice penale . E' una questione di struttura della politica e delle istituzioni.
La magistratura ha impiegato anni per mettere in piedi i fascicoli di prove e riscontri per conoscere gli intrighi malavitosi che vi erano e che coinvolgevano pezzi importati delle istituzioni.
Ma possibile che nessuno ha visto , in tutti questi anni, che nessuno pur vedendo non ha denunciato , non ha avuto il coraggio di dire " Mò Basta" E non parlo solo dei politici, amministratori, ma di ogni dipendente e impiegato che aveva sotto gli occhi, quel che accadeva nei centri di accoglienza nelle cooperative, ma non solo, ma all'ATAC, nell'AMA. E non solo a Roma.
Eppure tutti sapevano,, tutti erano a conoscenza di quel che accadeva nei centri (CIE, CARA, CDA). Ma a tutti faceva comodo i "clandestini" e gli scafisti non occorre ricercarli in LIbia, ne occorre bombardare i loro battelli. Perché gli scafisti li abbiamo in casa, hanno giacca e gravata, ma anche jeans e maglietta. Stanno negli uffici e nelle giunte comunali e regionali, nei seggi parlamentari. Sono pezzi della politica e interi strati della società coinvolti.
E non basta più la riprovazione e l'indignazione. Occorre qualcosa in più occorre che si cambi la politica, occorre che ci sporchiamo le mani, occorre che ci si metta in gioco.

Occorre che ritorniamo a fare politica, quella concreta.