21 ottobre 2015

Storie di sfratti e di miserie italiane


Anna dieci anni fa era una lavoratrice a tempo determinato. Lavorava alla Sapienza, e andava da facoltà in facoltà , là dove la c'era bisogno di lei. Prendeva 2 mila euro al mese. Ci campava e mandava anche qualche soldo a casa ai suoi tre figli rimasti in Calabria, alla sorella e alla madre. Con quei 2 mila euro ci campavano 6 persone. Poi non hanno rinnovato quel contratto e lei è stata costretta ad arrangiarsi, come i suoi figli, la madre e la sorella. Giù in Calabria
Lei viveva in una stanza di un edificio abbandonato ed occupato insieme ad altri sfrattati e senza fissa dimora nel quartiere Tuscolano, 
Erano in 150 . Italiani e stranieri
Poi è arrivata la polizia in abbigliamento antisommossa, Li hanno cacciati e sgombrato l'edificio. 
Ora vivono per strada. 
Qualche coperta, qualche cartone.
Del loro destino a nessuno importa. Al questore e prefetto importa solo la legalità e liberare un edificio fatiscente, inutilizzato e abbandonato. Ora è transenanto, è tornato ad essere vuoto. 150 uomini e donne per strada ed un edificio vuoto e abbandonato.
Ma la legalità è stata rispettata