9 novembre 2016

O stai nei trattati o te ne vai!

Una manovra "rischiosa" per i conti pubblici. Fatta di misure "frammentarie", difficilmente riferibili "a un disegno organico di politica economica". E nei prossimi anni destinata ad essere ancora ostaggio dell'annullamento della clausola di aumento dell'Iva.
Sono le stesse trte chiavi di lettura, le eccezioni, che fa la commissione UE , ma questa volta fatte dall'Ufficio parlamentare di bilancio. l'UPB che non è emanazione delle opposizioni, ma è costituito da un Consiglio di tre membri, di cui uno con funzioni di Presidente. Essi sono nominati d’intesa dai Presidenti delle Camere nell’ambito di un elenco di dieci soggetti indicati dalle Commissioni bilancio di ciascuna Camera..

Le critiche sia dell'UPB che della Commissione UE non sono se spendere o meno per la ricostruzione, ne per il piano Casa, come vorrebbe populisticamente far credere Renzi. Ma è nel merito del documento di pianificazione, se le misure delle entrate sono strutturate o spot , una tantum, e se le spese sono al fine della ristrutturazione del rientro di bilancio. Secondo quando da lui stesso concordato e promesso appena qualche mese fa e come da accordi e trattati da lui mai disconosciuti.
Ma Renzi in tutte le sue esternazioni, questo non lo vuol capire e punta a retoriche populistiche e nazionalistiche. Che non stanno ne in cielo ne in terra. Se vuole avere un bilancio secondo le sue volontà deve abiurare i trattati della UE , le regole in essi contenuti, e riprendersi l'autonomia e la sovranità limitata da quei trattati.
Non può fare il levantino. Stare nei trattati , ma fare come cazzo vuole lui!