7 novembre 2016

Tempo di lavoro , tempo di vita Un rapporto che indica lo stato della lotta di classe


Due fatti spiegano lo stato di sudditanza a cui sono costretti i lavoratori o pretendenti tali, rispetto al Capitale. Sudditanza che non è solo materiale e fisica , ma sopratutto intellettuale e psicologica. Capitale e Potere sono i Moloch di questa dominanza.


1) Da un sondaggio che ha preso lo spunto dal film di Michele Placido , che chiedeva se si è disposti a 7 minuti per la pausa pranzo per mantenere il posto di lavoro, il 65% degli intervistati si è detto favorevole. Il dato è che ormai «Il posto di lavoro è ormai giudicato un bene scarso dunque i giovani, e più genericamente chi il lavoro non ce l’ha, sono disposti a transigere su diritti e condizioni pur di ottenerlo o mantenerlo». Una volta si diceva tempo di lavoro e tempo di vita.
Sempre più tempo di lavoro e sempre meno tempo di vita.Il riscatto incomincia col ribaltare l'equazione!  


2) Lavoro festivo e domenicale: quali dipendenti possono rifiutarsi? Teoricamente ci sono le condizioni particolari Mamme con figli al di sotto di tre anni, lavoratori che assistono portatori di handicap conviventi o persone non autosufficienti Ma quanti lo fanno realmente? Per lo stesso contratto nazionale per i lavoratori del commercio e del terziario è considerato "legittimo" il ricorso al lavoro festivo e persino il ricorso allo straordinario nemmeno più contrattato Si fa e poi si recupera le ore come riposo. Un sondaggio rivela che solo lo 12% dei lavoratori rifiuta episodicamente il lavoro festivo e solo il 7% lo fa sistematicamente.

Sempre più tempo di lavoro e sempre meno tempo di vita.Il riscatto incomincia col ribaltare l'equazione!  

Sono solo due aspetti di quali siano le condizioni prima di tutto psicologici,, oltre che materiali dei lavoratori , quelli fortunati, quelli che un lavoro ce l'hanno. Ma che sono sempre a rischio che il lavoro lo possano perdere. Da qui parte il ricatto, da qui la dominanza