24 dicembre 2016

E i documenti sono sempre sul luogo del delitto!



l'iconografia e la mitologia dello jihadista terrorista che al grido di "Allah è grande" prima di farsi esplodere, o di andare al suicidio scaricando il suo AK47 è completamente stravolta a Milano..
Un homeless , due pantaloni uno sopra l'altro per il freddo in un'alba di una Milano fredda e nebbiosa. Un clochard qualsiasi nell'aspetto.
Ci raccontano che tremante e nervoso passeggiava lungo una strada in semi periferia, Fermato da una volante di polizia estrae la pistola, una calibro 22 e il suo urlo non è il grido dei martiri "Allah Akbar" prima di morire, ma quello di un "normale" disperato come un qualunque balordo di strada prima di essere arrestato "Polizia Bastarda" .
Ma che razza di martire jihadista è mai questo?
Ma dove sperava di fuggire , senza documenti? Caso strano, ma sempre, ripetuto come un cliché, il passaporto lo ha lasciato sul camion, sul luogo del delitto, a dire Ecco sono stato io e poi fugge per l'Europa come a dire Ecco prendetemi.
Ma questo è scemo oppure è un terrorista scemo?

E se si fossero "sbagliati" e indicato l'uomo sbagliato? In fondo avevano anche prima indicato nel terribile assassino. un pakistano che poi si è rivelato un semplice passante
E se invece sia stato costruito ad arte il nemico e terribile assassino?

Qualche dubbio è lecito che ci assalga! La scenografia non è stata rispettata!