14 febbraio 2017

Ma allora ditelo!!!


Da oggi al 2018 sono previste dalla Regione Lazio 1.762 nuove assunzioni e 1.740 stabilizzazioni di personale precario. E questo di fronte a un esodo per anzianità valutabile intorno ai 4.500. Il risultato finale sarebbe comunque un’ulteriore perdita di 1.000 unità Perdita di unità che si vanno a sommare a quelle degli anni precedenti. 10mila operatori in meno solo tra il 2006 e il 2015, ed età media sopra i 52 anni.
Non va meglio nel resto del paese , La situazione è presto detta: nel 2018 la perdita totale di personale raggiungerebbe le 15mila unità, con un contingente di personale che passerebbe dai 50mila operatori del 2006 a poco più di 35mila, ed età media sempre più vicina a quella del pensionamento.

A questo si aggiunga
  1. la riduzione del numero delle ricette, in misura pari al 3,3 per cento circa rispetto al 2014;
  2. la crescita della quota di compartecipazione a carico dei cittadini, con un incremento di circa l’3 per cento rispetto al 2014.
  3.  la spesa per l’assistenza medico-generica è pari a 6.671 milioni, sostanzialmente in linea con il valore del 2014 
  4. La drastica riduzione delle spese per le visite specialistiche o di laboratorio ( taglio di 208 prestazioni ) 
E' vero che la spesa sanitaria è in termini assoluti è aumentata anche se minimamente , ma decresce in rapporto al PIL


Si continua a dire che la Sanità pubblica è in deficit. Ma quando mai un servizio pubblico potrà mai essere in attivo? Il servizio pubblico non fa profitto ma eroga servizi 
E se si continua a tagliare sul personale e sulle prestazioni, allora vuol dire che si vuol smantellare il servizio pubblico ridotto solo alle attività di pronto soccorso di estreme necessità e per solo per la popolazione sotto la soglia di povertà!
E questo che si vuole?