25 maggio 2017

Il prezzo da pagare

C'è terrorismo e terrorismo.
Il terrorismo di una volta, colpiva re, imperatori, dittatori, gerarchi fascisti. Insomma uomini di potere. Certo quando una bomba scoppia gli effetti si allontanano dagli obbiettivi, e qualche innocente poteva anche essere coinvolto.
Ma l'obbiettivo era raggiunto.
Erano i potenti ad avere paura e si dotavano sempre più di macchine blindate, di scorte armate. Questo era uno dei motivi per cui questa forma di ribellione era inefficace e forse, controproducente.

Questo invece che chiamano terrorismo colpisce solo la povera gente, i locali e gli edifici che la gente comune frequenta, ristoranti, bar, sale di concerti , stazione di pullman. Dove si ammassa di più la gente, là dove si svolge la vita quotidiana, perché occorre che si faccia più vittime possibili, fra la povera gente. Le vittime non sono simboli del potere, il potere non viene intaccato, ma anzi rafforzato e quindi l'obbiettivo non è il potere l'atto non è contro il potere
Ma questo cosa produce?
E' una lotta contro il potere o solo un modo per incutere paura diffusa, terrore, senso di insicurezza, richiesta di un aiuto superiore, senso di impotenza. Richiede uno Stato forte, autoritario, militarizzato, nella speranza di sentirsi protetti. E se lo si dà questo verrà visto come un senso di benessere, di soddisfazione. Più polizia e forze armate si vedranno per le strade più ci si sentirà al sicuro. Ma è solo illusione. Insieme a questo si accompagna la diminuita libertà del singolo e della collettività E' il prezzo da pagare diranno. O invece è l'obbiettivo di questo che chiamano terrorismo?

E allora questa forma che chiamano terrorismo che cosa agevola, chi favorisce dove porta. Esattamente la dove vuole l'intenzione di questi che chiamano "terrorismo".