12 giugno 2017

lavoro e Job Act

Il rapporto INPS sull'Osservatorio del precariato, è molto utile per chi volesse capire, e non lasciarsi condizionare dalle veline diffuse dalle agenzie o dai mass media.
Capire de visu
La tabella è esplicativa meglio di qualsiasi discorso

Il trend della assunzioni a tempo indeterminato fa vedere l'efficacia del Job Act

L'anno dell'introduzione della legge si ha una impennata del lavoro a tempo indeterminato dovuto essenzialmente agli sgravi fiscali e al bonus di 8000 euro annuo. Nell'anno successivo si ha un ritorno agli anni precedenti. Un crollo del  37 per cento Questo indica che essenzialmente l'effetto è stato che gli imprenditori assumevano parenti, amici e conoscenti. A loro veniva dato un obolo, la mancetta ma erano versati i contributi, e all'imprenditore la restante somma! Un bell'affare.
A conferma di questa forma di truffa è il crollo del lavoro ad apprendistato in quest'anno e come il Job Act viene utilizzato più come mancia ai giovani, come paghetta in cambio della loro accondiscenza a prestare il nome.
Naturalmente le forze governative e i loro supporter indicavano invece una ripresa ed una crescita senza precedenti!

Il lavoro a termine vede una crescita pressochè costante, l'8% rispetto all'anno precedente ininfluente quindi il Job Act che si rivolge ad un'altra platea, come abbiamo visto, e il lieve aumento è dovuto essenzialmente al tipo di crescita oscillante , con alti e bassi,  stagionale, e che quindi determina l'utilizzo delle 46 forme di precariato. Il mordi e fuggi. Spiazza queste forme di contratti , e che va ad incidere e ad assorbire anche sull'apprendistato.

In crescita questa forma di  lavoro  che ritorna ai livelli pre Job Act e si rivolge al bacino dei giovani fino a 29 anni e senza l'obbligo della frequenza ai corsi di formazione , agevola dunque questa forma di precariato verso i giovani!