18 giugno 2018

Accoglienza no integrazione!


Per la prima volta tirato fuori da Salvini , è diventato subito virale. Quando i razzisti si trovano in difficoltà nel dibattito, e non è che ci voglia tanta cultura, si rifuggono con "Perché non lo accogli tu a casa tua il migrante?"

Naturalmente la domanda misura già di per se il livello di comprensione sia del fenomeno, sia la differenza fra vizi privati e pubblica virtù. Il livello culturale del piccolo borghese
Ma non varrebbe nemmeno la pena di iniziare la discussione su questo tema.

Fatica sprecata.
Ma sarebbe interessante fornire a costoro la notizia che esiste una rete mondiale la Refugees Welcome presente anche in Italia oltre alla più diffusa SPRAR . Tutte organizzazioni ONLUS o ONG senza fini di lucro e finanziati in parte dalla Caritas, in parte dal 5 per mille.

Di cosa si occupano queste organizzazioni? Di trovare delle famiglie disposte ad ospitare rifugiati , minori, giovani, o intere famiglie . Molti lo fanno ricevendo un compenso mensile, molti altri senza ricevere nulla in cambio.

Senza parlare di interi comuni sopratutto piccoli paesi del centro sud abbandonati e deserti che sono rinati e si stanno ripopolando grazie ad iniziative dei sindaci che ospitano i profughi in cambio di lavoro socialmente utili sia per il paese, sia per gli anziani residenti. O di consorzi di cooperative composte da soci lavoratori locali, o formati da migranti e che hanno trovato il modo e la forma per una pacifica convivenza.
Ecco appunto la parola magica.
Convivenza , non integrazione forzata. Ma convivenza fra cultura e religioni, modo di vita diverse , ma che trovano il giusto equilibrio fra loro. Alla base c'è il rispetto, il confronto e il riconoscimento della dignità di un essere umano..