una polemica sterile, e fuorviante, imbastita di morale cattolica e idealista, quella sulla patrimoniale che sottostà ad una logica in cui si vede nel ricco e nella ricchezza lo sterco del diavolo, nella ricchezza il male della società. Il problema non è nel denaro o in chi lo possiede , ma come si è raggiunta e come si è diventati ricco e come si è ottenuta la ricchezza.
Dunque se occorre fare cassa non è tassando chi possiede la ricche da ricercare la soluzione, ma nella sperequazione fra la tassazione da lavoro e quella di rendite finanziarie.
L'anomalia e il crimine è la tassazione delle plusvalenze finanziarie, o capital gain, che è vede accomunata la cosi detta destra o sinistra I profitti da rendite finanziarie sono generalmente al 26%, applicata alle azioni, ai future e ad altri strumenti come fondi comuni ed ETF. Alcune società, poi, restituiscono agli azionisti una percentuale dei profitti sotto forma di distribuzioni regolari di liquidità chiamate dividendi. E questo indipendentemente dalla quantità dei profitti. Per le rendite da lavoro queste sono tassate in maniera progressiva, ma al contrario, proporzionalmente più alte per gli imponibili più bassi . fino al 43% E dunque questo è lo sterco del diavolo , non chi magari è diventato ricco lavorando duramente e instancabilmente ( cosa che non potrà mai avvenire visto la legislazione recente frutto delle politiche by Partizan)
Ed è questa sottocultura oltre che pratica che unisce le ideologie fra chi si definisce di Sinistra e chi di destra , quello che qualcuno chiama qualunquismo , (in maniera questa si da qualunquismo) ma che trova comunanza nella pratica e nella realtà. Differenza solo dialettica e nella propaganda, ma comunanza nei fatti. E la costatazione di questa realtà che poi porta come forma di prima risposta all'astensione e a dichiararsi
" 𝓝𝓸𝓷 𝓲𝓷 𝓶𝓲𝓸 𝓷𝓸𝓶𝓮"
