29 gennaio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 23-28/01/09

23 gennaio 2009

DIGA DELL'ESARO: STATO DI AGITAZIONE http://www.giornaledicalabria.it

Sono in agitazione da ormai due giorni i 50 operai che lavorano alla diga dell’Esaro, nei comuni di Malvito e Sant’Agata d’Esaro (Cosenza). Lamentano di non aver ricevuto le spettanze dei mesi di novembre e dicembre. L’azienda appaltatrice ha comunicato loro che il ritardo è dovuto ad un mancato adeguamento dello stato di avanzamento dei lavori da parte della Regione Calabria.

LYONDELL BASELL http://www.quotidianodelnord.it

Al termine di un incontro con le rsu di Lyondell Basell (la multinazionale Usa presente con una società nel petrolchimico ferrarese) sulla crisi aziendale, è stata respinta la richiesta della dirigenza aziendale di cassa integrazione per una cinquantina dei 1.000 lavoratori impegnati a Ferrara, destinati a rimanere con le mani in mano nei mesi di febbraio e di aprile, mentre a marzo la produzione, come previsto, proseguirà. All'incontro con le rsu seguiranno due assemblee con i lavoratori con l'obiettivo di come affrontare la necessità aziendale di fare "cash" a tutti i costi.

AREA INDUSTRIALE DI BRINDISI: CIG http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

Si allargherà a macchia d’olio il ricorso delle imprese alla cassa integrazione. Diversi gruppi, a livello nazionale, hanno già sottoscritto accordi per cassa integrazioni per unità insediate nell’area industriale di Brindisi. Dopo l’Europlastic e la Telcom ora, pare, che anche il sito di Brindisi della Basell stia per sottoscrivere con il sindacato un accordo per la casa integrazione di circa trenta lavoratori. Dopo quello del commercio e dei servizi, quello industriale (chimico e metalmeccanico) sarà il settore investito dalla crisi economica nazionale ed internazionale. Se gli ordini - che forniscono le indicazioni del settore nell’immediato futuro - sono in picchiata (-26,2% secondo i dati Istat), a subirne le conseguenze sono i lavoratori e pertanto anche quelli dell’area industriale brindisina. I sindacati sono preoccupati.

SATA DI MELFI: CIG http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

La Fiat ha comunicato ai sindacati che lo stabilimento Sata di Melfi (Potenza) si fermerà dal 2 al 6 marzo per una nuova settimana di cassa integrazione. Certamente sta pesando l’andamento al ribasso degli ordini registrato in questo primo scorcio del 2009. E le stesse parole di Marchionne nel vertice di ieri sera con i sindacati non lasciavano presagire nulla di buono.

25 gennaio 2009

MANULI: PRESA DI POSIZIONE DELLA RSU http://www.ilquotidiano.it/

Riceviamo dal Sindacato dei Lavoratori intercategoriale di Ascoli Piceno: "La Manuli ha riconosciuto che il nuovo orario di lavoro impostato nei mesi scorsi non determina dei positivi effetti produttivi e quindi lo stesso nuovo direttore dello stabilimento ascolano ha chiesto a sindacati e lavoratori di trovare degli accomodamenti. Tutti i dipendenti sono disponibili come sempre a trovare delle soluzioni utili e concordate, ma ora l'azienda deve scoprire le carte, e chiarire quali sono i suoi piani per il futuro del sito locale, oltre che sanare tutte le posizioni di contrasto aperte negli ultimi mesi." Lo afferma Andrea Quaglietti, RSU di fabbrica alla Manuli oltre che membro del coordinamento nazionale del Sindacato dei Lavoratori, due giorni dopo lo svolgimento delle assemblee degli stessi operai, nello stabilimento di Campolungo. "Nelle assemblee con i lavoratori si sono ricostruite tutte le vicende accadute negli ultimi mesi alla Manuli, dal trasferimento dei macchinari ai licenziamenti degli interinali, dalla cassa integrazione di dicembre fino alla discussioni e ai contrasti sulla nuova organizzazione dei turni di lavoro in fabbrica, con il ripristino delle 5 giornate lavorative di otto ore, invece delle sei giornate per sei ore. Il Sindacato dei Lavoratori ( primo sindacato interno) e i dipendenti sono disponibili a rivedere la questione, ma occorre che l'azienda ora passi dalle parole ai fatti, sanando tutte le posizioni negative pregresse." Per l'SDL la direzione della Manuli deve chiudere tutte le cause pendenti con i lavoratori, fa rientrare nel sito i macchinari prima che partano per l'estero, evitare di allungare la cassa integrazione o di licenziare altri interinali, anzi stabilizzare i precari presenti, e insomma , in definitiva bloccare quel processo di delocalizzazione che sembra in atto, visto che sono rimasti 395 dipendenti, di cui solo 323 operai, processo che preoccupa molto circa il futuro della sua attività nell'ascolano.

 

26 gennaio 2009

MICHELIN: CIG DA FEBBRAIO http://www.ilpiccolo.net/

Cassa integrazione a rotazione per quasi tutti i mille dipendenti della Michelin a partire dal mese di febbraio. L’annuncio è arrivato all’improvviso venerdì. La motivazione del ricorso alla cassa integrazione (che dovrebbe riguardare anche gli impiegati) è da ricercare, ha spiegato l’azienda, nella contrazione del mercato dei pneumatici per i camion che rispetto al volume di circa 900.000 coperture previste per quest’anno dovrebbe ridursi di circa un terzo. Dopo la cig utilizzata a cavallo di fine anno, il nuovo ricorso desta qualche preoccupazione. I sindacati hanno chiesto che l’applicazione riguardi tutti i lavoratori per assicurare un trattamento eguale e che determini il ricorso per non più di 6/7 giorni al mese tra febbraio e marzo. I timori del sindacato sono legati all’applicazione dell’accordo di Gruppo siglato a dicembre e che prevede, oltre a una serie di investimenti sullo stabilimento di Alessandria (sorge a Spinetta Marengo, sull’area industriale D5), prevede che "a fronte dei quaranta esuberi previsti - ricordano i sindacalisti - vi sia la conferma per una quarantina di giovani e la possibilità per altri venti di essere ricollocati a Cuneo: per questi ultimi sono previste agevolazioni fra cui quelle per affitti e indennità di trasferta"

REPUBBLICA CECA: THUN LICENZIA 1100 DIPENDENTI http://www.gazzettadiparma.it

Il famoso marchio di porcellana ceca Thun, che ha la fabbrica di produzione a Karlovy Vary, licenzierà questa settimana 1.100 dei 1.800 dipendenti, secondo quanto annunciato oggi dal direttore generale Vlastimil Argman. A suo dire, l’industria, che è in stato di crisi dal 10 dicembre, potrebbe essere salvata solo mettendola in vendita. Nonostante la dichiarazione di fallimento dal 10 dicembre, la produzione nell’impianto andrà avanti fino a fine a marzo.Secondo Argman, il fallimento della Thun, che è la maggiore casa di porcellana per uso domestico, è conseguenza di un debito di circa 20 milioni di euro, dell’aumento dei prezzi energetici, del rapido rafforzamento della corona negli ultimi mesi, nonchè della concorrenza dell’Asia. Il gruppo comprende cinque imprese situate nella regione di Karlovy Vary, nell’ovest della Repubblica Ceca, la più antica delle quali fu fondata nel 1794. Oltre a quella normale, la fabbrica produce anche la pregiata porcellana rosa, lavorata e decorata a mano. Il 70% della produzione viene esportato in 90 Paesi

LAZIO: 3000 POSTI A RISCHIO http://www.italiasera.it/

Tremila posti a rischio nel Lazio, "sarà un vero e proprio massacro sociale, perché per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali". A lanciare l’allarme per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici è Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dell’Rdb – Cub (rappresentanze sindacali di base), ascoltato ieri dalla Commissione Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio). L’appalto del ministero della pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex LSU in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti. Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. La maggioranza è costituita da donne, l’età media è di 45/50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. L’appalto è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l’ultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basteranno solo per tre/quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi tramite procedure di mobilità.

 

27 gennaio 2009

CARROZZERIA NUOVA GM: CIG http://www.quotidianodelnord.it

Dopo lo sciopero dello scorso 16 gennaio per il mancato accordo sulla cassa integrazione ordinaria (Cigo) alla Carrozzeria Nuova GM di Camposanto, i sindacati Fim-Cisl e Fiom-Cgil di zona chiedono la riapertura al più presto del confronto con l'azienda affinché si trovi, come avvenuto in passato, l'accordo sui termini della cassa integrazione. I sindacati precisano che la cassa integrazione non riguarda tutti i 120 addetti dell'azienda, come erroneamente sostenuto in un primo momento, ma la procedura è stata aperta dall'azienda per 37 addetti e attualmente sono interessati dal provvedimento (che si estende dal 19 gennaio per 13 settimane) solo 17 lavoratori. Sindacati e Rsu ribadiscono comunque la ferma volontà di arrivare ad un accordo sul modello di quelli già firmati in passato, che preveda gli anticipi delle mensilità della cigo, la maturazione di ratei di ferie, permessi retribuiti e tredicesima, la rotazione tra i dipendenti.

SKY: SCIOPERO CONTRO I TRASFERIMENTI http://www.quotidianodelnord.it/

Grande adesione dei lavoratori di Sky allo sciopero e alla manifestazione organizzati questa mattina davanti alla sede di Roma. Si chiede all’azienda di rivedere la volontà di un trasferimento coatto da Roma a Milano di 16 dipendenti. Il fatto che si tratti di poche decine di lavoratori, come si giustifica l’azienda, non è una ragione sufficiente, poiché dietro ciascun lavoratore ci sono problematiche individuali e familiari che vanno tenute nella giusta considerazione.

FONTANA DI MIRANDOLA: SCIOPERO http://www.quotidianodelnord.it

Uno sciopero di due ore è stato proclamato nella mattina di domani - mercoledì 28 gennaio - al Maglificio Fontana di Mirandola. Si svolgerà anche un presidio davanti ai cancelli aziendali. L'iniziativa di lotta è stata indetta dai sindacati di categoria Femca-Cisl, Filcem-Cgil e dalla Rsu per protesta contro la decisione dell'azienda di aprire una procedura di mobilità per trenta dei settanta addetti complessivi. I trenta lavoratori e lavoratrici, in prevalenza tra i 45 e 55 anni di età, saranno licenziati entro la fine febbraio; per essi si apre una forte condizione di precarietà e di incertezza occupazionale. Se non verranno risposte concrete dall'azienda nell'incontro previsto per la prima settimana di febbraio, i sindacati continueranno le azioni di lotta.

 
 
Posta un commento