6 febbraio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 03-05/02/09

03 febbraio 2009

OPERAIO MUORE NEL REGGIANO http://www.quotidianodelnord.it/i

Un operaio di 48 anni e' morto in un incidente sul lavoro nell'azienda Zide a Cadelbosco Sopra (RE). L'uomo, secondo i primi accertamenti, mentre lavorava nel reparto cromatura, e' rimasto schiacciato fra il forno essiccatoio e il cestello delle viti che stava sopraggiungendo.

ABBANOA: STABILIZZATI 600 LAVORATORI http://www.sardegnaoggi.it/

Dal secondo quadrimestre del 2009 inizierà la stabilizzazione dei circa 600 operatori delle ditte d'appalto esterne che operano nei potabilizzatori e depuratori per conto di Abbanoa, il gestore unico dei servizi idrici integrati in Sardegna. Lo hanno annunciato il presidente del Cda di Abbanoa, Edoardo Barzarini, ed il direttore generale della società in house, Sandro Murtas, osservando che i dipendenti di Abbanoa passeranno da circa 1.300 a circa 1.900. Lla prima trance di assunzioni partirà nella seconda metà dell'anno e riguarderà i circa 200 operatori esterni dei potabilizzatori. Terminata questa prima fase, le assunzioni riguarderanno i circa 380 lavoratori delle ditte d'appalto esterne che 'conducono' gli impianti di depurazione. Abbanoa gestisce 386 impianti di depurazione in tutto il territorio isolano in cui operano circa 400 lavoratori (380 esterni e 20 dipendenti).

CAFFAREL: CASSA INTEGRAZIONE http://www.ecodelchisone.it/

Cassa integrazione alla Caffarel Spa. Notizia amarissima, anche perché la celebre azienda dolciaria lusernese non è avvezza all'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Un primo accordo ha riguardato il consumo di ferie a rotazione nei mesi di gennaio e febbraio. La cassa integrazione coinvolgerà gli operatori del reparto produzione: 50 alla volta, per 15 giorni, da inizio marzo a metà di aprile. In questo modo i dipendenti non perderanno i ratei della tredicesima e della quattordicesima. La cassa a rotazione permette di mantenere operativi due terzi della catena produttiva, in modo da essere pronti a rispondere ad eventuali nuove commesse. Da parte sindacale, la preoccupazione è forte. Generalmente il settore alimentare, rispetto a quello dell'automobile, sconta le difficoltà in un secondo momento.

In Val Pellice, comunque, i lavoratori della Caffarel non sono i primi a sperimentare la "cassa". Tutto l'indotto dell'auto è in sofferenza: Corcos, Fapam, Graziano. Il ricorso agli ammortizzatori sociali riguarda tutti. Unica eccezione è la Microtecnica, perché legata al settore avio.

INDESIT: RISCHIO CHIUSURA http://www.ecodelchisone.it/

Continua lo stillicidio di cattive notizie dal mondo dell'industria. Alla vigilia di un importante Consiglio di amministrazione della Indesit Company si sono diffuse voci su gravi decisioni sul destino dello stabilimento di None dell'Indesit (600 operai). Nulla di certo, ma l'ansia è tanta.

OLIMPIAS: CHIUSURA http://www.ecodelchisone.it/

Certa la chiusura dell'Olimpias di Piobesi, lavanderia industriale del Gruppo Benetton che occupa 150 lavoratori. L'azienda ha deciso di spostare tutta l'attività in uno stabilimento analogo di Vicenza, protestano i sindacati e lavoratori che chiedono a gran voce di distribuire il lavoro salvando le due realtà.

 

04 febbraio 2009

EURALLUMINA: PROTESTANO GLI OPERAI http://www.sardegnaoggi.it/

Dopo l'annuncio della fermata degli impianti prosegue la mobilitazione dei lavoratori dell'Euroallumina. Tre di loro hanno occupato le ciminiere dello stabilimento di Portovesme per alcune ore in segno di protesta. Sono circa 900 i lavoratori che rischiano il proprio posto di lavoro nella crisi che sta interessando la fabbrica che produce allumina. La Rusal, titolare dello stabilimento sardo, ha, infatti, proposto ai sindacati la chiusura dell'impianto per 12 mesi. Intanto continua il presidio all'interno degli impianti con i lavoratori che stanno cercando di ottenere l'olio combustibile necessario per non fermare le macchine. Lo stop, infatti, secondo i manifestanti sarebbe il preludio alla definitiva chiusura dello stabilimento. Ogni giorno, come hanno annunciato gli stessi lavoratori, vi saranno nuove iniziative di lotta e mobilitazione.

 

05 febbraio 2009

SIRMA: 140 OPERAI SENZA LAVORO http://carta.ilgazzettino.it/

Pietra tombale sulla Sirma. I tre professionisti nominati da Stefano Gavioli per liquidare la sua azienda di Marghera hanno annunciato ieri mattina al prefetto, ai sindacati e alle istituzioni locali che l’offerta della Cooperativa di ex lavoratori è definitivamente rifiutata: con l’aiuto della Lega Coop. e di Confcooperative avevano elaborato un piano industriale che i tecnici ritengono molto valido e in grado di rilanciare l’azienda di refrattari. Ma i liquidatori hanno detto che l’offerta per l’affitto è troppo bassa e che venderanno il patrimonio a pezzi ad una serie di privati.

INNSE: CONTINUA LA LOTTA DEGLI OPERAI http://www.affaritaliani.it/

Ieri mattina per la Innse Presse di via Rubattino c’era un ennesimo incontro in Regione che si apriva in un clima da ultima spiaggia per tutta la trattativa. Disertata dal Comune di Milano, assente fino alla fine, oltreché dall'assessore regionale Romano La Russa, la riunione si è svolta tra sindacati, operai, avvocato della proprietà, Diego Penocchio della Ormis, assessore regionale Gianni Rossoni e assessore provinciale Bruno Casati che, alla presenza di alcuni rappresentanti della questura, hanno in pratica ratificato l'ostinata chiusura del proprietario Silvano Genta a qualsiasi opzione di vendita. Un nulla di fatto che del resto non stupisce, anche alla luce dei rumors che sostengono siano già state avviate da tempo le operazioni di vendita dei grandi macchinari della fabbrica, ma che accresce la preoccupazione per un probabile prossimo esito della vicenda Innse: ora la soluzione, se di soluzione si può parlare, è infatti quasi solo nelle mani del questore e della forza pubblica, non più sui tavoli di confronto. E mentre Genta ha così dovuto opporre il suo ultimo rifiuto alla vendita dell’industria metalmeccanica, i 49 operai e le loro famiglie hanno incassato un parere (tardivo) della Commissione Lavoro della Regione Lombardia che dà loro ragione, nonché la rinnovata disponibilità di Ormis ad acquistare, anche se non a delocalizzare l'attività. Ora non resta quindi che aspettare: in mancanza di un autoscioglimento del presidio che i lavoratori della Innse tengono da 9 mesi fuori dalla fabbrica, e in mancanza di ulteriori accordi, che di certo il questore Vincenzo Indolfi valuterà e che sarebbero auspicabili per evitare lo scontro sociale, l’ipotesi più probabile all’orizzonte appare quella dell’intervento della polizia. Un intervento per il quale la Provincia, forse sperando in una novità che sparigli le carte al fotofinish, ha chiesto però di attendere almeno fino a fine mese, quando pare che si concluderanno anche le vicende interne in cui la proprietà dell'immobiliare Aedes è coinvolta. Gli operai, intanto, anche mentre scriviamo, stanno continuando la loro lotta, fuori dalla fabbrica, a guardia delle macchine.

ILVA: CIG PER ALTRI 4500 http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Da marzo oltre 4mila lavoratori saranno in cassa integrazione all'Ilva fino al primo giugno. Si avvera lo scenario temuto dagli analisti: il siderurgico alle corde, costretto a prolungare l’uso dell’ammortizzatore sociale per altre tredici sett imane. Aumentano gli esuberi (oltre un migliaio rispetto ai numeri attuali) e non vi è certezza che, alla fine, la stima aziendale di 4mila 560 dipendenti sia approssimata per difetto. Su Taranto cade una nuova tegola dopo l’altolà del ministro Prestigiacomo al rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale. Il maglio della crisi scuote la fabbrica dalle fondamenta. La cassa integrazione riguarderà altre mille unità, rispetto alle 3mila 544 ferme da dicembre. Il Gruppo Riva parla di 4mila 560 dipendenti nella lettera raccomandata inviata ieri ai sindacati dei metalmeccanici (Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil), alle rappresentanze sindacali unitarie aziendali, all’Assindustria. Pesante è anche il conto che l’Ilva salda alla crisi in termini di durata della cassa integrazione.

INDESIT: CIG http://www.denaro.it/

La crisi colpisce anche il comparto degli elettrodomestici. In difficoltà anche l'Indesit Company, il secondo produttore del settore in Europa per quota di mercato e il quinto nel mondo. I vertici aziendali hanno annunciato, infatti, un rallentamento dell'attività produttiva e di conseguenza il ricorso considerevole alla cassa integrazione ordinaria. Programmate cinque giornate di stop per febbraio nello stabilimento di Carinaro. Sette, invece, per quello di Teverola. Milleduecento i lavoratori interessati nel Casertano. Dopo l'incontro a Roma nella sede dell'azienda e, poi, nel corso del coordinamento nazionale tenutosi presso la federazione dei lavoratori metalmeccanici sono stati confermati interventi sui volumi produttivi e sui livelli salariali anche per i due siti casertani di Carinaro e Teverola. Sono state programmate cinque giornate di stop per febbraio nello stabilimento di Carinaro, mentre otto sono state indicate per il mese successivo. A lungo termine, ovvero tra aprile e dicembre, lo stop alla produzione dovrà essere fissato per dieci giornate complessive.

CAFFARO: PAGATI GLLI STIPENDI http://carta.ilgazzettino.it

La notizia è arrivata ieri pomeriggio, intorno alle 17, attraverso una nota interna diffusa dal liquidatore Paolo Bettetto: le paghe arriveranno presto, domani saranno liquidate. Operai e impiegati della Caffaro di Torviscosa entreranno in possesso del loro stipendio. Chi è in cassa integrazione, invece, riceverà l’anticipo, come stabilito dall’accordo siglato coi sindacati. Si chiude così, dopo diversi giorni, il periodo di ansia e apprensione in Caffaro. Rinasce la speranza e si guarda al prossimo appuntamento.

INEOS E SARTOR: SCIOPERO GENERALE http://carta.ilgazzettino.it/

Il ministero dello Sviluppo economico ha chiuso in una stanza Ineos, Sartor e i loro legali, e la riaprirà solo quando avranno trovato un’intesa. Sono in pericolo troppi lavoratori, e la crisi generale è troppo grave, per potersi permettere un fallimento nella compravendita delle fabbriche di cvm e pvc della multinazionale inglese; se le trattative, riprese grazie all’intervento di Roma dopo che erano già state sepolte, dovessero davvero fallire, oltre a 5 mila e 500 posti a rischio, si assesterà un colpo mortale all’intera industria chimica italiana. Ieri, intanto, i delegati delle segreterie territoriali dei sindacati chimici, delle Rsu aziendali di Porto Marghera si sono riuniti nel capannone del Petrolchimico e hanno proclamato una prima giornata di sciopero per domani: 8 ore in tutte le realtà Eni con la riduzione al minimo tecnico degli impianti; i lavoratori in sciopero scenderanno in strada per una manifestazione. In secondo luogo convocheranno assemblee in tutte le fabbriche per riprendere la mobilitazione generale che proseguirà anche nei prossimi giorni e sino a quando non arriveranno risposte positive.

APRILIA DI NOALE: 415 IN CIG http://carta.ilgazzettino.it/

Non sono bastate sette ore di estenuante trattativa per trovare un accordo tra sindacati e azienda. La firma non è ancora arrivata, bisognerà attendere la seconda manche, fissata per venerdì mattina alle 9, per avere risposte definitive sul destino di Aprilia. E il domani dell’azienda passa inevitabilmente per il futuro di 415 lavoratori che, da lunedì, torneranno in cassa integrazione guadagni fino al 20 febbraio. Non un giorno di meno. Forse qualcuno di più, in caso di prolungamento della crisi.

DAL MASCHIO: PICCHETTI AI CANCELLI http://carta.ilgazzettino.it/

Scatta la protesta alla Dal maschio di Salzano: picchetto dei dipendenti ai cancelli a partire da questa mattina alle 9. I 35 lavoratori dell’azienda produttrice di robot industriali lamentano il mancato rispetto dell’accordo di pagamento degli arretrati. La Dal Maschio, infatti, è una delle vittime più colpite dalla famigerata crisi finanziaria. La fabbrica salzanese era stata costretta alla liquidazione lo scorso 20 dicembre. L’azienda, in quella data, in sede di Assindustria Venezia, aveva stipulato un accordo con il sindacato che prevedeva il ricorso alla cassa integrazione per 12 mesi e l'impegno a saldare le spettanze arretrate ai dipendenti pari a quattro mensilità. Quattro mesi di stipendio che i lavoratori non hanno ancora visto e che rischiano di non vedere per sei o sette mesi perché la ditta, essendo in liquidazione, soldo non ne ha. Per questo motivo, da questa mattina, comincerà la protesta davanti ai cancelli della ormai ex Dal Maschio, dal momento che allo stato attuale è stata data in affitto di ramo d'azienda. Ora la nuova fabbrica dà lavoro a 13 lavoratori contro i 50 di prima.

EUROTECH http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/

Fumata nera per l'incontro tra dipendenti e vertici Eurotech. Ancora una doccia fredda per i lavoratori che nella riunione, svoltasi ieri pomeriggio presso l'Api, Associazione Piccole Imprese, con sede a Salerno, avevano riposto non poche speranze. I titolari dell'azienda produttrice di imbarcazioni, che da una decina di giorni è stata messa in liquidazione, hanno confermato l'impossibilità di proseguire l'attività specificando che non esisterebbero le condizioni, tempi e modalità, per l'attivazione della cassa integrazione. Per i trentaquattro dipendenti non resta altro da fare, dunque, che rassegnarsi alla mobilità. Hanno buttato solo fumo negli occhi ai lavoratori per convincerli ad abbandonare la protesta e a scendere dai tetti dello stabilimento. A questo punto non resta altro da fare che continuare a lottare. Continuando il presidio dinanzi ai cancelli dell'azienda e annunciando nuove eclatanti forme di protesta.

OSPEDALE DI EBOLI http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/

Stremati e non pagati: a fine febbraio si fermano i lavoratori dell'Ospedale di Eboli, garantendo solo le prestazioni ordinarie di pronto soccorso. Gli straordinari per l’emergenza sono congelati dal 1 ottobre scorso. Medici e infermieri eseguono 40mila prestazioni all’anno, ma finora hanno incassato solo lo stipendio ordinario. "Siamo intorno alle 120 prestazioni al giorno. Ma non riceviamo straordinario. Non possiamo prenderci nemmeno un giorno di ferie, per la carenza di personale. Finito febbraio, ci limiteremo a fare lo stretto necessario, solo l’emergenza indispensabile. Fermo restando che molti di noi hanno già avviato la pratica per i decreti ingiuntivi".

OPERAI FIAT OCCUPANO LA A1 http://www.ilgiornale.it/

Un migliaio di operai in protesta a Pomigliano d’Arco per chiedere garanzie sul futuro occupazionale di oltre 5mila lavoratori. Bloccato l'asse mediano del paese, il corteo ha occupato l'autostrada Napoli-Roma. Fermate 7 persone. Dopo aver svolto un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento automobilistico e occupato l’asse mediano del paese, circa mille manifestanti, che chiedono garanzie per il futuro occupazionale degli oltre 5mila lavoratori dello stabilimento, si sono diretti, in corteo, sull’Autostrada A1 per poi occuparla. Sette persone sono state fermate per accertamenti in seguito agli scontri con la polizia. La Questura di Napoli precisa che gli scontri sono avvenuti sulla strada statale Nola- Villa Literno all’altezza dell’imbocco dell’autostrada A1. Gli operai della Fiat hanno protestato nella tarda mattinata di oggi occupando la strada statale all’altezza di Villa Literno. Nel momento in cui i manifestanti hanno tentato di invadere anche l’autostrada gli agenti hanno effettuato un blocco e ci sono stati scontri con i manifestanti. La polizia parla di spintonamenti, i manifestanti di manganellate e secondo un testimone sarebbe rimasta coinvolta una troupe televisiva.

 
 
Posta un commento