24 gennaio 2010

Elezioni in Puglia tra affarismo e rapina a "camorra" legalizzata





Circolano voci che danno Vendola all'80% dei consensi alle primarie. Ho chiamato alcuni compagni pugliesi facenti parte dell'entourage vendoliano i quali mi hanno suggerito sangue freddo e realismo. La coalizione di centro-centro-sinistra (definizione coniata da D'Alema) che appoggia Boccia è composta da  "Io SUD" della Poli Bortone, "l'UDC"  l'IDV che si schiera dalla parte del vincitore delle primarie anche se manovra in sotterfugio per il Boccia. Questa unione di forze , mi raccontavano,  inviterà i suoi iscritti a partecipare alle primarie , chiaramente mettendo la croce su Boccia. E quindi sarà un vero e proprio test pre elettorale!!! E d'altra parte , come ha dimostrato la denuncia alla magistratura per il caso Logrossino ( indagine poi archiviata) , questo è solo l'inizio. Gli interessi in gioco sono molteplici e tutti con grosse cifre dietro. In Puglia vi sono tre o quattro grosse fonti di interessi da sempre serbatoi di voti e di intrallazzi e che l'amministrazione Vendola ha cercato di  metterci il becco e di dare una sterzata:l'Acquedotto pugliese e l'Ilva e la Sanità.

Con la legge governativa sulla privatizzazione dell'acqua si consegnava ai privati circa 20.000Km di  acquedotto. Da sempre feudo democristiano e di una dc la più retriva  e reazionaria .  La corrente di Moro a  Taranto cerco di ottenere il controllo , ma fu sbaragliata e decimata complice anche la scomparsa del loro punto di riferimento nazionale. Da sempre dorotea, da Fanfani ad Andreotti,  l'acquedotto pugliese , 
gestita appunto da baronie quasi  dinastiche  è l'acquedotto  più grande ma anche quello che fà più acqua di tutta europa in una terra che ha sempre sofferto più di sete che di fame ( che è tutto dire) . L'amministrazione vendoliana ha fatto investimenti per oltre un miliardo di euro. E , quindi, l'amministrazione vendoliana si è rifiutata di
applicare la legge scippo, appellandosi all'europa e ribadendo che l'acqua è un bene e non una merce.


*Potevano i notabili, le baronie e gli intrallazzisti dichiaratesi
imprenditori, appoggiare Vendola??? *

E veniamo all''Ilva, gia Italsider, di Taranto. l'ex Industria siderurgica facente pare delle PPSS della Finsider , anch'essa sempre feudo democristiano fin dall'origine. Una delle tre o quattro più grandi fabbriche siderurgiche del mondo. Cambiavano i governi centrali cambiavano i dirigenti della Finsider, ma i responsabili manager dell'Iltalsider erano sempre democristiani, con qualche breve intermezzo socialista capeggiata dal boss Signorile, negli anni '80 in epoca craxiana. Ma la musica non cambiava. Banda la stessa!!! Poi arrivò l'ubriacatura del privato è bello e l'industria fu regalata a mister
Riva e ai giannizzeri Bresciani. L'inquinamento della città , già ai livelli massimi ed intollerabili, ebbe una escalation in pochissimi anni. I filtri, le centraline di controllo ecologiche furono smantellate perché inficiano la produzione. Da sola l'Ilva emette il 92% della diossina emessa in tutta italia e il 6,9 di quella europea ( dati Ines)  e il limite di emissione della diossina che per le altre industrie è dello 0,4 nanogrammi è per Riva stata portata a 1000 nanogrammi. La città è allo stremo. La produzione caseoalimentare è sul lastrico.
L'amministrazione vendoliana ha fatto una legge regionale ( contro la stessa ministra dell'Ambiente Prestigiacomo, la quale ebbe a dichiarare " Ma come!! Così si riduce la produzione!!! ) per la quale legge entro il 2012 l'industria di Riva deve rientrare nei parametri di 0,4 nanogrammi.
E legato al problema Ilva, e più in generale si affiancano altre, solo come esempio, due aspetti sollevati dall'ex presidente della regione. L'affermazione che la Puglia non potrà essere sito di allocazioni di centrali nucleari, e già due dei nove siti individuati dal governo vengono situati proprio in Puglia, e che in termini più generali insediamenti ad alto impatto ambientale non possono  trovare ragione in una regione che in termini di ambiente e di rischi ambientali ha già dato troppo e che i cittadini e l'economia locale  stanno pagando le conseguenze gravissime ed ancora per chissà quanto tempo ancora.

*Potevano i notabili, le baronie e gli intrallazzisti dichiaratesi
imprenditori, appoggiare Vendola???*

E veniamo alla Sanità. Vendola prese in mano le redini della Regione lasciata dal forzaitaliota Fitto, il cui principale progetto nella regione fu quello apparente del risanamento della Sanità. In realtà costruì un agglomerato e coagulo di feudi, vassalli e valvassori fra nomine nelle ASL e concessioni verso i privati. Smantellando piccoli presidi sanitari, di nessun valore in ottica di appalti.  Fatto sta, che anche Vendola, la cui giunta , checché se ne pensi, era piena di DS ( allora il PD si chiamava così) e di appartenenti alla Margherita. Ma in cosa consiste lo scandalo Puglia? Ma cominciamo col dire che nessun assessore della giunta è incriminato. Fa eccezione il solo ex assessore ed ora deputato Alberto Tedesco (ex Ds ora PD un Dalemiano doc), costretto alle dimissioni dal Presidente della Regione  ben due mesi prima della notifica del primo avviso di garanzia.
Un assessore che mostrò il proprio vero volto sin dai primi giorni d'incarico, quando confermò il piano di tagli alla Sanità voluto dall'ex governatore Fitto (che dichiarò "Tutto pensavo tranne di avere un assessore nella giunta Vendola"), scatenando le proteste del Presidente stesso. ll 30 giugno veniva iscritta nel registro degli indagati per turbativa d'asta la Direttrice Generale della Asl di Bari Lea Cosentino (vicina al PD ex margherita già incriminata ). Il 4 aprile la Cosentino veniva ascoltata dal PM Desiré Digeronimo. 3 settimane dopo l'accusa nei suoi confronti (turbativa d'asta per un appalto, tra l'altro, mai espletato dalla Asl, a favore del imprenditore Tarantini, lo stesso che portava le "escort" al presidente del consiglio e che era stato per la prima volta accreditato presso le ASL dal precedente presidente della regione , il forzaitaliota ex dc , figlio del famoso democristiano pugliese Salvatore Fitto. ) veniva archiviata dal pm Giuseppe Scelsi.
Troppo tardi. Nel frattempo il Presidente della Giunta Regionale Vendola, ispirato dallo "Chi è indagato non può ricoprire ruoli dirigenziali", l'aveva obbligata alle dimissioni, così come aveva fatto in precedenza con Tedesco e provvedendo al rimpasto di giunta calmando così le pressanti spinte che da tempo gli venivano da settori del PD romani vicini all'ex margherita , e da ambienti ex dc pugliese e nazionali.

Nell'inchiesta sono indagati anche Vittorio Patella, primario della seconda clinica di Ortopedia del Policlinico di Bari, Ilaria Tatò, direttrice sanitaria del centro di riabilitazione 'Corbero srl' .Tatò avrebbe convinto, dietro ricono­scimento di una somma di denaro in proporzione al numero di pazienti inviati, una serie di medici di base massimalisti ad inviare i propri pazienti presso i centri della Tatò per visite specialistiche nel settore ortopedico di modo che la stessa potesse di seguito inviare quei pazienti alla clinica diretta dal Prof. Patella in modo tale da consentire un incremento degli interventi del prof. Patella e quindi un incremento delle nostre forniture in favore della Clinica del Prof. Patella.

Sembrerebbe cosa di normale intrallazzo affaristico che farebbe sorridere. Ben più gravi fatti di cui siamo ormai abituati. Senonché il membro del clan mafioso scissionista Strisciuglio e collaboratore di giustizia, Giacomo Valentino, di fronte al PM Digeronimo parla di legami tra mafia locale e politica e affari nella sanità, accennando ad un particolare candidato di centrosinistra, facendo però il nome di un partito "con il sole nel simbolo". Non i Verdi, badate bene, bensì il meno noto ma più storico PSDI, attualmente diretto da Mimmo Magistro ma nient'affatto vicino al centrosinistra vendoliano, bensì legato al centrodestra pugliese e nelle cui fila militavano anche politici entrati nelle vicende per il crac fallimentare del comune di Taranto.

La "frettolosa" ventata di pulizia "etica" del presidente "rivoluzionario gentile", come fu definito da Travaglio e non per simpatia visto che voleva le dimissione del presidente ,non trova paragoni storici in Italia. Se solo si pensa alla posizione, nello stesso filone d'inchiesta, dello stesso Fitto, ministro del governo Berlusconi, su cui pendono diversi capi d'accusa relativi a due indagini: una per turbativa d'asta e l'altra per associazione a delinquere, concorso in corruzione, finanziamento illecito ai partiti, falso e peculato. La Procura di Bari ha emanato un avviso di garanzia per entrambe ed una richiesta d'arresto per la seconda, quest'ultima rigettata dalla Camera dei Deputati grazie alle norme sull'immunità parlamentare (457 favorevoli su 462 presenti).

E anche per questo si può chiamare "anomalia" la vicenda politica della giunta vendoliana.  Sta di fatto che scompaginò un po, perché da un lato trovò l'immediato plauso entusiasta dell'Italia dei Valori (Pisicchio e Zazzera, che non avevano nessun incarico nella ex giunta e speravano di poterci rientrare) da una parte, le critiche del PDL (Quagliarello e Fitto,) e i malumori del PD nel mezzo.
Anomalia anche l'operato della giunta in fatto di Sanità. Ambienti vicini al giunta vendoliana vedevano le ragioni fondamentali dell'anomalia in , tra l'altro, cinque provvedimenti che si intrecciano tra loro  e che vanno dalla centralizzazione degli acquisti sanitari alla creazione di un osservatorio permanente sugli appalti sanitari. Cioè provvedimenti che toglievano acqua agli intrallazzi de localizzati e decentrati. Ed è questo che ha dato più fastidio sia agli ambienti imprenditoriali che da sempre e non solo in Puglia vivono nell'acqua di brodo degli appalti sanitari, che agli ambienti politici ex dc e non solo, baronie e faccendieri politicanti le cui bandiere partitiche spaziano dal centro alla destra e lambendo anche i limiti di confine della "sinistra". Ma questi come si possono riconoscere?? Hanno tutti, almeno io ho trovato in tutti, indipendentemente dal loro apparente colore politico un unico tratto che li distingue. Hanno o hanno avuto uno zio, un padre, un parente stretto che ha fatto parte della lobby partitocratica della prima repubblica. e che ha trasmesso loro i caratteri ereditari "dell'intrallazzo". Tutti.

*Potevano questi notabili, le baronie e gli intrallazzisti dichiaratesi
imprenditori, appoggiare Vendola???*

Ma va detto, per onesta intellettuale, che Vendola, indipendentemente dal finale di questa vicenda elettorale, le sue colpe le ha, almeno io ne vedo almeno una.  Ultimamente si era fatto portatore di quella larga maggioranza o intesa , tanto voluta dal "santa santorum" di Dalema e che adesso gli si contrapone trovando in Boccia l'uomo che più si presta. Quindi non si tratta di una ragione di tattica politica o di intesa intorno a forze partitiche più o meno moderate, quanto proprio di ciò che Vendola rappresenta e che l'amministrazione vendoliana ha fatto e che contrasta, seppur blandamente, gli interessi affaristici della regione e non solo. Quelle stesse forze che già sin da ora stanno già contrattando con la destra il loro appoggio, in caso di vittoria di Vendola . Tutto , o con luno o con l'altro pur di difendere gli interessi affaristici.

Con queste forze Vendola ha sempre cercato sempre il compromesso, non solo la mediazione, ma il compromesso con la politica che si ispira a quelle forze imprenditoriali che da sempre hanno succhiato il sangue a questa terra maledetta ma ricca di umanità e al contempo spogliata dall'imprenditoria scesa come lanzichenecchi dal nord e dai suoi stessi figli, sperando così di lenire i loro famelici, assatanati appetiti.
Questa è la terra , che tra l'alto, ha dato i natali ad un uomo chiamato Di Vittorio, una terra impregnata della sua cultura e la cui lezione ed insegnamenti nessuno della classe politica ha saputo raccogliere. Nemmeno Vendola!!.  
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