16 dicembre 2011

Rischio di recessione



C'è il rischio depressione, anzi no, siamo in piena recessione . La notizia rimbalza da un sito all'altro da un media all'altro. Ma come è possibile? Eppure abbiamo tagliato stipendi, pensioni, abbiam licenziato in tutti questi mesi e anni. Abbiam consentito che i consumi calassero. Abbiam abbassato il potere d'acquisto , con una inflazione che si aggira tra il 2 e il 3 per cento , abbiamo aumentato benzina e alzato per ben due volte l'IVA. Le stime dicono che tra il 2012 e il 2013 vi saranno ben altri 800 mila licenziati. Come è possibile che siamo in recessione?. Tutti ci fanno credere che stìano scendendo dalle nuvole. Eppure i professoroni, quelli della Bocconi dovrebbero sapere e fanno finta di non saperlo, che abbassando la capacità di spesa dei lavoratori i consumi si riducono drasticamente limitandosi all'acquisto dei soli beni indispensabili. E che di converso con tutta la loro buona volontà, lasciando pressochè invariata la capacità di spesa per le classi agiate,  i beni di lusso non potranno mai eguagliare la massa di moneta che mettono in moto i beni di consumo. 
Ed ora fanno finta che la notizia  quasi li abbiano colti di sorpresa! 
Certo questa manovra non è che un proseguo delle altre due che l'hanno preceduta e quella che verrà fra gennaio e febbraio sarà la gemella di quest'ultima. Si perché , la Grecia insegna, questa manovra non basta. Perché se siamo in recessione, e lo siamo da un pò, se la produzione industriale( primaria e secondaria, dei beni per la produzione e dei beni per il consumo)  cala anzi regredisce,     diminuisce il PIL e seppure diminuisse il debito( ma non può diminuire visto che il nostro debito è solo debito di interessi per i titoli emessi e per quelli che emetteremo) il rapporto non può che aumentare. E allora non si potrà che , gioco forza, fare un'altra manovra cercando altre risorse per tamponare l'emorragia. 
Gioca forza, si ma rimanendo sempre all'interno della logica della BCE , nella logica del FMI ( che è la stessa) la logica del neoliberismo.

Ora , questa manovra ha appena avuta la fiducia, ma se come fanno tutte le forze al parlamento maggioranza raffazzonata , d'emergenza ed opposizione, se pure si facesse una manovra più "equa" , seppure si facesse pagare ai "ricchi" parte del deficit, credete veramente che così facendo si eliminerebbe il debito e ci potremmo avviare verso un percorso roseo e radioso? Certo , direbbero i menopeggisti, meglio  un pugno nell'occhio che un calcio negli attributi . Ma basterà questo per porre le basi verso quel futuro che i giovani e meno giovani chiedono? Pensate veramente che la crisi sia solo crisi di crescenza, crisi finanziaria, crisi di debito pubblico? E non è invece tempo di mettere in campo nuove intelligenze nuovi modi di pensare e concepire quale crescita e quale sviluppo, per chi per cosa? Non è forse finito il tempo del populismo e dell'antipolitica ed invece sia proprio giunto il tempo che i lavoratori, che la Politica  prendano le redini e indichino quale sviluppo e quale società si vuole?
Su questo fronte invece la discussione è silente.