14 settembre 2014

E mica mi chiamo Pasquale


E’ un classico, una moda, un modo come un altro per sviare dalle proprie responsabilità, anzi per apparire innocenti avendo ancora la famosa pistola fumante. Alcuni esempi? Renzi che afferma sui mass media strombazzanti che la “disoccupazione giovanile è un grande problema” , che il “vero problema è la mancata crescita” Lo dice lui che è a capo del potere esecutivo , cioè l’unico che teoricamente ha i poteri per fare e decidere.

Un altro esempio è dato dal rapporto sui salari dell’Isrf Lab, della CGIL della Camusso di questi giorni. Il salario medio dei lavoratori italiani è di 1350 euro che ben 7 milioni di italiani non percepiscono neanche 1000 euro al mese, che tra il 2000 e 2013 il reddito dei lavoratori dipendenti è calato di 8.312 euro mentre quello dei professionisti è salito di 3.142 e che il salario medio italiano è tra i più bassi di tutti i paesi europei. Questo viene denunciato dalla CGIL , il più grande sindacato italiano, l’ex più combattivo, quello con una salda tradizione alle spalle di difesa e salvaguardia dei lavoratori . E questo rapporto viene pubblicato senza che vi sia una riga di autocritica, o almeno di analisi come mai tutto questo è avvenuto senza che vi sia stata fatta una sola battaglia per fermare l’argine?. Anzi spesso, molto spesso, quasi sempre si è arrivati a questo punto, proprio a causa e con la complicità velata e/o palese della CGIL ( degli altri sindacati non ne parliamo nemmeno) Ma la CGIL della Camusso registra questo sua politica fallimentare ( per i lavoratori, ma voluta e auspicata dai suoi dirigenti e referenti politici) , la pubblicizza come scandalosa ( “allucinante” è stato uno degli aggettivi utilizzato) , ma non dice “ ma noi cosa abbiamo fatto in tutti questi anni? ( a parte le tre ore di sit in in occasione di quel crimine contro l’umanità che è stata la riforma Fornero o tutte le diverse , ben 42, forme di precarizzazioni legali del rapporto di lavoro fino a questo colpo finale del Jobs Act)
Appaiono verginelli, come coloro che sono andati in battaglia , ma che hanno perso.
E ora persino Bonanni, a parole tuona e saetta sui titoli dei mass media contro Renzi e il Governo minacciando. “Persino noi faremo sciopero se non ci convoca” A proposito del Jobs Act.
Se non fosse che siamo veramente alla tragedia sarebbe di che fare una commedia all’italiana ( che poi, dietro ogni commedia all’italiana c’è sempre una tragedia!)