2 settembre 2014

Incontro Landini Renzi . Un asse privilegiato o/e un patto per il disarmo?


La notizia mi è risultata un po’ strana, ma ormai non mi scandalizzo più di niente. Parlo dell’incontro fra Landini e Renzi passato nel silenzio stampa. Ho comunque aspettato qualche giorno, in attesa di commenti, ma pochissimi ne hanno parlato, qualche riga qua e la, ma niente di più. E tutti i commenti ( almeno quelli che mi è capitato di leggere) erano di cautela , di preoccupazione che Renzi potesse fare marcia indietro rispetto alla sua posizione verso il sindacalismo. Oppure, la cosi detta costola di sinistra del PD, commentava non vedendoci niente di male in un colloquio fra il maggior sindacato dei metalmeccanici e il presidente del Consiglio.

Il massimo è stato la lettura in chiave di lotta di potere, di scalata di Landini ai vertici della CGIL e quindi l'incontro come viatico politico. Non era stato forse lo stesso Landini ad aver dato una mano a Renzi durante le primarie, parlando bene di lui? Ma non è la Fiom che maggiormente ha rappresentato , almeno la speranza, di un fronte di difesa?
Qualche nota stonata è stata lanciata, ma mica tanto, da parte degli altri segretari che mai sono stati invitati a colloquio e quindi comprensibilmente invidiosi del più giovane loro collega. Intervistati , qua e la i maggiori nomi prestigiosi , quelli che contano, hanno tutti sviato la risposta ( Marchionne addirittura credendosi spiritoso se le cavata con un “ Non sono geloso” )
Ma al di la di questo, il silenzio totale. Il che di per se è già una notizia.
Forse snobbata la notizia, come data per scontata? E se posso pensare possibile, credibile che la “comanda” verso i mass media sia stata quella del silenzio stampa, eppure non spiega tutto.

Mi ritorna in mente una delle esternazioni di Landini qualche giorno prima dell’incontro. Offrire la propria disponibilità concertativa per “evitare il rischio di una esplosione sociale”
Renzi dunque ha risposto subito all’appello? E verso quel sindacato che più degli altri ha ancora una certa credibilità e seguito nei lavoratori?
Può essere una chiave di lettura. Anche perché alla fine dell’incontro, non vi è stata rilasciata nessuna intervista se non un laconico “ Abbiamo parlato di politica industriale perché in autunno sarà dura” da parte di Landini. Politica industriale con Renzi?

Insomma si stanno preparando a fronteggiare il possibile duro ritorno alla realtà dei fatti? Sia il fronte padronale, sia quello politico sono pronti; e il fronte dei lavoratori? Stanno forse perdendo uno dei “generali” in cui più credevano? Ci si prepara alla smobilitazione e invece molti  pensavano ,speravano nella “mobilitazione autunnale”? 

La tattica sarà ancora una volta la responsabilità, la concertazione disarmata come se questa strategia non avesse già dato i suoi risultati ? Mi ricorda tanto il "Le pensioni non si toccano"  e poi ci furono tre ore di presidio come risposta forte a difesa delle pensioni che ormai erano andate via col vento 

Contemporaneamente sono uscite le esternazioni di Bertinotti. Il comunismo è fallito e l’avvenire è nel liberismo economico e politico. Il summa del Bertinotti pensiero ravvedutosi. Come l’8 Settembre il re e i generali scappano e lasciano le truppe e il popolo allo sbando nelle mani o dei tedeschi. Una strana coincidenza o una pianificata strategia di un piano d’attacco ideologico? Si spezza la tenuta  morale, già di per se  intaccata dalle pesanti sconfitte precedenti, attraverso un attacco di accerchiamento . Sul piano ideologico si buttano giù gli ultimi residui  di speranza di poter cambiare il mondo e sul piano pratico si prepara alla resa incondizionata , ma responsabile. Non ci resta che ....la resa!


Non c'è più niente da fare, è stato bello sognare sarà lo slogan autunnale?