27 gennaio 2016

riforma o contro riforma?



Della riforma costituzionale si parla tanto , ma forse pochi sanno che il grosso della riforma non è tanto, ma anche, l'eliminazione non del Senato come viene posto nelle domande dei sondaggi, ma la trasformazione del Senato rappresentativo in Senato nominato con ridotti poteri di interferenza con il potere costituito.

Ma il grosso , il succo della riforma sta nella modifica del titolo V

Cioè nel rapporto Stato e autonomie.

Già nel 2001 vi era stata una modifica, ma questa volta in senso "federativo e di aumento delle autonomie" sulla spinta della Lega e della ventata della Moda del decentramento. .

I guai che ha combinato quella modifica presa dalla fretta e dalla fregola di contenere la spinta federalista , lo si può sapere solo enumerando i processi in attesa di essere esaminati nei  tribunali amministrativi ingolfati dalle contraddizioni e dal pressapochismo e sopratutto nella goffaggine e minimalismo di quella riforma. Modifiche senza tener presente e nella compatibilità del resto delle norme.

Ora marcia indietro, e indietro tutta. Si ritorna ad un centralismo ma questa volta ancora più burocratico e oligarchico.

Si toglie potere legislativo alle Regioni per accentralo nello Stato, ma per le Regioni "virtuose" dal punto di vista del bilancio, viene concesso alcuni poteri in materia di "isposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e il commercio con l’estero”.

Si capisce quali saranno queste regioni e quelle escluse, ad aumentare ancora di più il divario fra Nord e Sud.
 Ma la cosa più figa , il massimo delle acrobazie è  
che oltre al Cnel, anche le Province cadranno sotto la scure della riforma del Titolo V
Cosi ci dicono.
Però nessuno dice che nel frattempo la legge la legge Delrio, entrata in vigore nell'aprile 2014, le ha trasformate in "enti territoriali di area vasta".
Eliminano cosa che già sono state chiamate in nome diverso. 

Il consiglio ex  Provinciale è stato trasformato da elettivo in nominativo, i dipendenti e le competenze trasferite alle Regioni e alle aree metropolitane ( accorpamento di comuni e quindi di consigli comunali ancora di tipo elettivo e rappresentativi). Le Prefettura accorpate e quindi anche personale e funzioni . Ma i nominati politici resterà che prendere gli emolumenti e coordinare le competenze delle aree metropolitane.
Se a questo si aggiunge che i referendum e i ddl di iniziativa popolare sono stati praticamente rese impossibili, il quadro diventa chiaro su cosa significano queste riforme.

Queste cose verranno spiegate ai cittadini che voteranno per la loro approvazione?