1 novembre 2016

Quest'impasto è inacidito!


Per fare i pizzaioli ci vuole il diploma. Pronto il ddl a firma PDL , ma identico anche quello del PD.
AH! finalmente dira anche Associazione pizzaiuoli napoletani (Apn) e dei colleghi siciliani riuniti nell’Upi (Unione pizzaioli italiani). Erano molti quelli che si improvvisavano pizzaioli, ma che non sapevano nemmeno impastare una pizza.
Il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio (immateriale) dell’umanità. non poteva arrivare senza regolamentare la categoria, si diceva.
Invece sono tutti contrari, non il rifiuto alla regolamentazione, ma a questi disegni di legge.

Una cosa spicca più di tutti che non fa piacere in questo disegno di legge.
L'aspirante pizzaiolo deve fare un corso di almeno 120 ore parte per imparare una lingua straniera e parte per scienza dell'alimentazione. E poi fare un esame pratico. E fin qui niente di strano
Poi entrerà a far parte di un albo professionale ( e qui già incomincia la puzza medioevale della corporazione ) depositato presso le camere del Commercio ( ma non dovevano essere abolite?) e dovrà pagare ( ed è qui che entra il bello!) un obolo o tassa
Insomma entrambe i disegni di legge sia targato PD sia targatpo PDL sono unanimi su questo
Praticamente un’altra tassa. Pagata a organizzare i corsi (obbligatori), a condurre gli esami (obbligatori), a rilasciare diplomi (obbligatori) e a gestire l’elenco (obbligatorio) dei diplomati “esclusivamente” ad associazioni nazionali di pizzaioli riconosciute dal ministero dello Sviluppo economico.
Ma siete buoni solo a criticare si infuriano i firmatari dei due disegni di legge. E le proposte ? Le alternative?
Siamo alle solite. E' solo una questione di capovolgere la visuale.

«È il sistema dell’istruzione pubblica, cioè gli istituti alberghieri, che deve istituire corsi specifici per i pizzaioli e rilasciare attestati e diplomi riconosciuti anche oltre confine”. Ma quest’impasto, al momento, sta sullo stomaco a troppi. E te credo!